Buono a sapersi
Questa pagina serve a chiarire aspetti che di solito non vengono detti, ma che fanno la differenza quando si parla di sicurezza, responsabilità e rapporto professionale.
Troverai il mio modo di lavorare, senza edulcorazioni. Ripete molti concetti espressi nella pagina CHI SONO, tuttavia devo essere ridondante perché per me il cliente target è da preservare e difendere e devo dedicargli tempo e tutte le attenzioni.
Intervista a Michele Bortolotti – come ragiono prima ancora di intervenire
Perché hai sentito il bisogno di creare una sezione “Buono a sapersi”?
Perché molte incomprensioni nascono prima ancora di iniziare un lavoro. La sicurezza è un tema delicato, spesso carico di ansia, urgenza o aspettative irreali.
Mettere le cose in chiaro prima tutela entrambe le parti.
Quando rifiuto un lavoro (e perché è buono a sapersi)
Non lavoro sulla fascia bassa del mercato.
Non per snobismo, ma per coerenza tecnica.
Oggi una larga parte del mercato si sta spostando verso soluzioni economiche, spesso prodotte in serie, con una qualità meccanica che conosco bene e che non reputo adeguata nel medio-lungo periodo. Installare soluzioni che so già essere fragili, instabili o destinate a creare problemi non è compatibile con il mio modo di lavorare.
Non installo prodotti che non conosco a fondo.
Non prometto sicurezza definitiva o assoluta.
Rifiuto lavori in cui mi viene chiesto di “fare il minimo indispensabile”.
Una richiesta come:
«Tanto fra qualche mese devo vendere l’appartamento, installami qualcosa di economico»
può sembrare legittima, ma lascia scoperto il proprietario, anche solo per un periodo limitato. In presenza di serrature basiche, il rischio di occupazione abusiva, blocchi meccanici o vulnerabilità aumenta.
Inoltre, quando esiste un passaggio di informazioni tra proprietario uscente e proprietario entrante sull’installatore, potrei ritrovarmi coinvolto anche a distanza di tempo. Se una serratura cede, si usura prematuramente o non garantisce un livello di sicurezza stabile, le ricadute non sono solo tecniche, ma anche reputazionali.
Questo non è un rischio che accetto.
Valori operativi (non negoziabili)
La sicurezza non è un accessorio.
La meccanica non è un’opinione.
Il tempo smaschera le scelte sbagliate.
Ogni intervento deve reggere:
- l’uso quotidiano reale
- piccoli errori umani
- sollecitazioni ripetute, eccezion fatta per uso improprio
- tecniche di effrazione diffuse
Questo è il mio metro di giudizio.
Trasparenza e correttezza
La trasparenza è un valore centrale.
Non accetto richieste ambigue, cariche di tensione emotiva o prive di titoli chiari.
Non intervengo su cambi serratura senza:
- consenso legittimo
- documentazione adeguata
- chiarezza sul contesto
Questo vale soprattutto in situazioni delicate come separazioni, successioni, conflitti familiari o patrimoniali.
Comunicazione: cosa funziona e cosa no (buono a sapersi)
Sul sito utilizzo il tu, perché è una prassi diffusa online.
Nel rapporto diretto mantengo una comunicazione formale, dando del Lei o del Voi.
Non prendo incarichi da persone che, già al primo contatto:
- si pongono in modo invadente o direttivo
- cercano di controllare il dialogo
- non accettano un legittimo “richiamo più tardi”
- reagiscono con fastidio a un NO motivato
Fabbri, idraulici, muratori ed elettricisti non sono servi.
Dietro ogni libero professionista ci sono persone, responsabilità e famiglie.
Non dovrei nemmeno specificarlo, ma l’esperienza insegna che è necessario.
Garanzie e uso corretto, buono a sapersi
Le serrature e i sistemi che installo sono progettati per durare.
La garanzia, però, non copre eventi legati a uso improprio o condizioni incompatibili con la meccanica.
La garanzia non copre danni o malfunzionamenti derivanti da:
- forzature, piegature intenzionali o cadute ripetute delle chiavi
- tentativi di apertura con strumenti non idonei
- interventi o modifiche eseguite da altri tecnici
- manomissioni successive all’installazione (maniglie, cilindri, lubrificanti non idonei, regolazioni fai-da-te)
- colpi d’aria o spinte eccessive che danneggiano lo scrocco
- mancata manutenzione minima consigliata
La sicurezza funziona quando viene rispettata anche nel quotidiano.
Clienti sensibili e esigenze particolari
Conosco bene le difficoltà legate a una ridotta precisione nei movimenti o a condizioni che rendono meno agevole l’uso delle chiavi.
Movimenti involontari, prese meno stabili o cadute frequenti delle chiavi possono stressare nel tempo chiavi, cilindri e serrature.
Per queste situazioni adotto soluzioni dedicate, scegliendo chiavi robuste e di altissima sicurezza, progettate per resistere all’uso intenso e garantire tranquillità senza richiedere attenzioni aggiuntive.
Prezzi: orientarsi senza illusioni, buono a sapersi
Preferisco parlare di forbici di prezzo, non di listini rigidi, questo è buono a sapersi.
Ogni intervento dipende dalla porta, dalla serratura esistente e dall’obiettivo finale.
Indicativamente:
- cambiare cilindro porta blindata: 350 € – 550 €
- cambiare serratura porta blindata: 450 € – 750 €
- conversione da doppia mappa a cilindro europeo: 1000 € – 1800 €
- pronto intervento apertura porta: da 200 € in su
Le soluzioni nella fascia 400–600 euro, molto diffuse e spesso sostenute da certificazioni standard, rappresentano spesso interventi temporanei con limiti strutturali evidenti.
Questi valori servono solo a orientarsi.
La valutazione reale avviene sempre tramite analisi preventiva, fotografie o sopralluogo.
Domande e risposte frequenti, buono a sapersi
L’errore più comune prima di subire un furto
L’errore più diffuso è non fare nulla in termini di prevenzione.
Questo atteggiamento nasce da alcune credenze molto radicate.
La prima è l’idea che mettere in sicurezza un’abitazione “attiri i ladri”, mentre rimanere inosservati sarebbe una forma di protezione. In realtà è vero il contrario: i ladri cercano accessi facili, non case preparate.
La seconda riguarda il contesto sociale, soprattutto nei condomini. Fare prevenzione significa spesso esporsi a domande, curiosità, commenti e richieste di spiegazioni da parte dei vicini. Molte persone non amano entrare nei dettagli della propria sicurezza, anche quando sono costrette a farlo per ragioni di privacy o convivenza.
La terza credenza è forse la più pericolosa: «tanto, se vogliono entrare, entrano lo stesso».
Questa frase giustifica l’inerzia, ma ignora un dato fondamentale: i ladri scelgono quasi sempre la via più semplice, non la più difficile.
Quando capisco subito che non siamo compatibili
Il punto più importante di Buono a sapersi
Lo capisco dal primo contatto. Un comportamento di questo tipo non è casuale: nasce spesso da un approccio relazionale aggressivo e culturalmente povero, anche quando non viene riconosciuto come tale da chi lo adotta.
Quando una persona chiama dando subito del tu, cercando di controllare il dialogo, pretendendo che io faccia le cose immediatamente, a qualsiasi condizione, senza rispetto per i tempi, il contesto o la persona che ha di fronte, allora so che non siamo compatibili.
In questi casi emerge spesso un atteggiamento di prepotenza, arroganza o narcisismo, dove il professionista viene trattato come un esecutore senza voce.
Io rifiuto questo tipo di incarichi. Non per orgoglio, ma per rispetto reciproco.
Cosa mi hanno insegnato i clienti di alto profilo
Lavorare con clienti di alto profilo mi ha insegnato una cosa molto chiara:
le persone di questo livello hanno un gruppo di pari.
Più alto è il profilo del cliente, più il passaparola avviene in modo naturale, mirato e coerente. Non si tratta di quantità, ma di qualità.
Questi clienti riconoscono i miei valori e li trasmettono ad altri, non come “fabbro generico”, ma come professionista di fiducia, specializzato in alta sicurezza.
È un passaparola selettivo, che funziona solo quando c’è reale allineamento.
Il compromesso tecnico che rifiuto sempre, anche se ben pagato
Rifiuto compromessi nel campo delle serrature elettroniche complesse e della domotica integrata.
Esistono ambiti in cui le competenze dovrebbero restare separate:
la meccanica da una parte, l’elettronica e la domotica dall’altra.
Quando un impianto richiede il coinvolgimento di elettricisti o installatori che non conosco a fondo, che non condividono i miei valori o che lavorano con logiche diverse, preferisco non intervenire.
Non amo la domotica invasiva.
Utilizzo solo dispositivi elettronici standalone, come sistemi comandati da radiocomando o smartphone, che restano sempre utilizzabili anche in modalità manuale. In caso di guasto elettronico, la porta deve comunque funzionare.
Quando invece si entra in impianti complessi, soprattutto in scenari critici come un incendio, il rischio aumenta. Per questo motivo, anche se ben pagati, certi lavori li rifiuto.
Quando una porta blindata sembra sicura ma non lo è affatto
Il termine “porta blindata” è una parola ombrello, ampiamente inflazionata.
Oggi il mercato è dominato per circa l’80% da produzioni in serie, spesso di origine asiatica, per la distribuzione alla GDO e negozi di bricolage, fai da te.
Si tratta di porte leggere, economiche, vendute come sicure solo per definizione commerciale. Molte di queste costano meno di una mia conversione serratura doppia mappa con cilindro europeo.
È una frase che denota una mancanza di attenzione verso il tema della sicurezza e della responsabilità.
“Mi conviene cambiare tutta la porta”
Queste porte presentano problemi principali:
- sicurezza reale molto bassa
- rete di assistenza fragile o inesistente
- gestione del post-vendita spesso scadente
- ricambi che tendono ad essere rimpiazzati quindi uscire velocemente dai cataloghi
Sono prodotti standardizzati, stampati in serie, che non possono offrire alta sicurezza. La parola “blindata” in questi casi è solo marketing. Questo è davvero buono a sapersi, dato il grande afflusso di shopping online e presso le GDO.
Quando consiglio di non fare nulla piuttosto che intervenire male
Ci sono situazioni in cui intervenire sarebbe peggio che non fare nulla.
Quando una porta è troppo vecchia, strutturalmente compromessa, o quando un intervento sulla serratura rischia di causare rotture, blocchi o malfunzionamenti gravi, preferisco rifiutare l’incarico.
In questi casi consiglio di sostituire completamente il serramento, piuttosto che installare soluzioni forzate su una base inadeguata. Se il cliente richiede in ogni casa la modifica consegno sempre un preventivo con 6 o 7 punti dove presento, scrittura privata fra le parti, in quali circostanze la garanzia non risponde.
La sicurezza non si costruisce su strutture che non la possono sostenere.
Cosa distingue davvero una soluzione di alto profilo da una soluzione commerciale
Questa domanda è più complessa di quanto sembri, anche per un motivo linguistico.
Le parole professionale e commerciale vengono spesso usate come se indicassero una differenza di valore, ma in realtà descrivono solo ambiti diversi.
Professionale significa semplicemente “legato a una professione”.
Commerciale significa “legato a una transazione economica”.
Di per sé, non indicano né qualità né profondità.
Ed è qui che nasce l’equivoco.
La vera distinzione non è tra professionale e commerciale, ma tra una soluzione di alto profilo offerta da un libero professionista iper specializzato e una soluzione generalista orientata al mercato di massa.
La differenza la fa sempre una cosa sola: la persona.
Conta chi è il professionista, cosa fa per essere tale, quanto è specializzato e quale responsabilità si assume verso il cliente. Una soluzione di alto profilo nasce quando il professionista mette al centro sé stesso come riferimento tecnico, umano e decisionale.
Cosa fa lo specialista?
Un professionista iper specializzato:
- non si limita a vendere un prodotto
- fornisce direttive chiare e nette
- si assume una responsabilità diretta sulle scelte
- dà garanzie proprietarie, non solo quelle del produttore
- chiarisce fin dall’inizio cosa è adatto e cosa non lo è
In questo tipo di relazione il cliente non “sceglie tra opzioni”, ma si affida a un esperto.
Ascolta, si rispecchia, valuta la presenza di un allineamento valoriale.
Se c’è, il lavoro procede. Se non c’è, è corretto che le strade si separino.
La soluzione generalista commerciale, invece, si muove su un altro piano. È orientata al prezzo, al rapporto qualità/prezzo, alla logica della comparazione. È una mentalità molto diffusa, soprattutto nel contesto italiano e mediterraneo, dove spesso si cerca il compromesso più che la scelta netta.
Non è giusto o sbagliato in assoluto.
È semplicemente un altro approccio.
Nel mio caso, per molti clienti il valore non sta tanto nel prodotto in sé, quanto nella persona da cui acquistano il servizio. Conta chi sono io per loro, come lavoro, come penso, come mi assumo le responsabilità.
Il prodotto resta uno strumento.
Importante, certo.
Ma sempre secondario rispetto alla relazione professionale.
Chi sceglie questo approccio non compra una serratura.
Sceglie una persona a cui affidare una parte delicata della propria sicurezza.
